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Luciani: “La pena di morte è un crimine e non ha funzione deterrente. In 30 anni condannati 123 innocenti e 68 Paesi la applicano ancora”
Pescara aderisce alla Giornata mondiale contro le esecuzioni capitali
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Pescara 30 novembre – Il Comune di Pescara ha deciso di aderire alla giornata mondiale contro la pena di morte dal 2003, e quest’anno la manifestazione che è stata organizzata ha un forte valore simbolico e costituisce la risposta pubblica a una questione internazionale che divide il mondo. “L’iniziativa della rete delle Città per la vita – dice l’assessore Massimo Luciani, promotore della manifestazione - rappresenta la volontà di alimentare la riflessione sul tema delle esecuzioni anche tra i più giovani e per questo abbiamo voluto coinvolgere le quinte classi delle Scuole Superiori dell’Abruzzo proponendo una proiezione del film “Redemption. La vera storia di Stan Tookie Williams”. D’impatto sarà anche l’incontro, previsto per oggi pomeriggio presso il Museo Colonna, con un ex condannato a morte, Graham Shujaa, che raggiungerà Pescara dopo aver preso parte alla Conferenza Internazionale organizzata a Roma nella mattina e dopo aver incontrato il Sindaco della Capitale, Walter Veltroni”.
“Perché ogni anno aderiamo alla rete delle Città per la vita? – continua Luciani - Perché abbiamo delle ragionevoli motivazioni per considerare la pena capitale uno strumento punitivo inutile e crudele. Infatti, se la tesi più accreditata a favore della pena capitale è la funzione di deterrente, studi recenti, (nel 2002 un apposito rèport sul tema aggiornato per le Nazioni Unite) indicano che non esiste una correlazione tra applicazione della pena capitale e riduzione dei crimini e, finché la pena capitale sarà applicata, esiste il rischio reale che la condanna riguardi una persona innocente. Dal 1973 negli Stati Uniti 123 prigionieri sono stati prosciolti perché si è riusciti a provarne l’innocenza successivamente alla loro condanna a morte. Molti altri condannati, invece, sono stati eseguiti sebbene si nutrissero forti dubbi sulla loro colpevolezza. A tutt’oggi, secondo i report di Amnesty International, 129 paesi hanno abolito la pena di morte de jure o de facto, mentre 68 paesi mantengono in vigore la pena capitale (anche se l’applicazione è sempre più limitata) e il maggior numero di esecuzioni capitali si verifica in Cina, Stati Uniti, Repubblica Democratica del Congo e Iran. Solo nel 2005 duemila 148 persone sono state uccise in 22 Stati e cinquemila 186 sono state condannate a morte in 53 Stati. Questi dati sicuramente sottostimano il fenomeno a causa della difficoltà di accedere a fonti sempre attendibili. Secondo una stima effettuata attraverso i dati raccolti da gruppi per la difesa dei diritti umani nel mondo le persone che in questo momento sono in attesa dell’esecuzione sono tra i 19mila e i 25mila. Tra queste persone ci sono anche minori, perché, nonostante i trattati internazionali per i diritti umani proibiscano che sia condannato a morte chi al momento del crimine abbia meno di 18 anni, dal 1990 ben otto paesi hanno applicato la pena capitale a minori. Iran e Stati Uniti hanno condannato a morte ciascuno più minori degli altri sei paesi insieme”.
30 novembre: Giornata contro la pena di morte
Si può firmare la moratoria dal sito di repubblica.it
Per firmare on-line contro la pena di morte e aderire alla campagna di sensibilizzazione in tutto il mondo basta accedere al sito www.repubblica.it e scelgliere in Hom Page l'articolo su "Roma si illumina contro la pena di morte", aprire la sezione "basta un clic", e riempire una scheda di adesione.
http://www.santegidio.org/it/pdm/adesione.htm.
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